Mondiali #1 – storia recentissima

Mancano ormai pochi giorni al tradizionale evento di inizio autunno, che l’anno scorso ci ha regalato una grande emozione e soddisfazione.

Il Mondiale di ciclismo è una corsa difficilissima, che racchiude in se una serie di insidie e di difficoltà.

Per prima cosa è una sola corsa l’anno. La squadra nazionale, ambitissima, non ha occasioni per affiatarsi o per imparare a lavorare insieme. Non di rado è capitato che saltassero schemi per colpa di disguidi, rivalità et similia.

Inoltre vi partecipano tutti (o quasi…) i ciclisti più forti e più adatti al percorso, che difficilmente rimangono tranquilli fino al termine. Così gli ultimi km di gara sono di solito un susseguirsi spettacolare di scatti e controscatti, con una guerra tra le nazionali che difendono gli atleti forti in volata, e quelle che invece hanno gli scattisti ‘finisseur’.

Seguo il ciclismo dal 2003. Di più: il mondiale 2003 è stata la prima manifestazione sportiva che ho vissuto da tifoso.

  • Quando è scattato Astarloa, a dire la verità solo un onesto mestierante della pedalata, ho sentito una stretta al cuore e subito dopo una grossa delusione: per quell’anno la maglia iridata non sarebbe stata nostra. Onore alla medaglia di Van Petegem
  • Nel 2004 tutti si aspettavano corsa dura, addirittura il fenomeno dell’epoca Cunego (fresco vincitore del Giro d’Italia) veniva dato tra i possibili vincitori (a dire la verità si comportò egregiamente). Noi di Italbici rimanemmo spiazzati dal forfait di Bettini, che ebbe un mezzo infortunio e ci lasciò spaesati per almeno un paio di giri.
  • Nel 2005 non vincemmo noi, bensì uno dei miei idoli, Tom Boonen. Alto, biondo, bello, primo al mondo nel primo sport della sua nazione, già vincitore di Fiandre e Roubaix. Fui contento.
  • Nel 2006 la nazionale italiana fu perfetta, ma il percorso non era d’aiuto. Molto poco selettivo, venne reso bello duro dai nostri (chi ricorda le splendide trenate del grandissimo Ballan? o lo scatto a meno di 5 km dal traguardo di Rebellin?). Riuscimmo a strappare la vittoria solo grazie all’abilità degli spagnoli nel creare un ‘buco’ nel quale si infilò il Grillo, che poi al traguardo passò il sempiterno campione Erik Zabel.

Al futuro i miei favoriti e due parole sui convocati.

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