Jonathan Coe – La banda dei brocchi (titolo originale: The Rotters Club)

Un post su uno scrittore del calibro di Jonathan Coe è un’azzardo. Prendetelo come un umile omaggio, e una specie di regalo per il barbarico re, che so per certo essere appassionato.

La recensione, anche in questo caso, è vetusta, già pubblicata sul sito degli studenti di Fisica. Per chi se la fosse persa lì, per chi non avesse intenzione di andare su ħ.org, per chi è un collezionista dei miei scritti e non si fa scappare neanche le ‘ristampe’, ecco cosa penso del romanzo ‘La banda dei brocchi’:

Prima di leggere un’opera di un autore UK sono sempre carico di pregiudizi. Specie se contemplo una copertina dove troneggia l’immancabile Union Jack (della quale si abusa quasi come della bandiera della pace), terreno dove incedono sgangherati dei ragazzotti jeans e camicia a maniche corte, e già mi sembra di scorrere pagine tutte musica pop (o peggio, finto-rock) e iniziazioni varie.
Promemoria: diffidare delle copertine. Anzi, foderare i libri che si acquistano, specie se “Economica Feltrinelli”.
Dove collocheremmo l’opera nella nostra brava biblioteca ideale? In mezzo ai romanzi di formazione, certo. Ma più che accanto ad un “Giovane Holden”, “La banda dei brocchi” preferisce ritagliarsi uno spazio, infinitesimo per carità, tra un Joyce ed un Proust, se non altro perchè i suddetti mostri sacri scrissero di giovani dai grossi turbamenti interiori e dallo sguardo perennemente perso nel vuoto. L’amore di Coe per il Maestro irlandese, tra l’altro, si svela nell’ultimo capitolo senza tanti giri di parole. Anzi: proprio con i tanti giri di parole che compongono lo splendido flusso di coscienza del personaggio più protagonista della storia.
In “La banda dei brocchi” ci sono tutti gli anni ’70 (neanche fosse un vino Galassi). Li scorriamo attraverso gli occhi di diversi personaggi.
Un eroe locale che nel suo piccolo sembrava aver cambiato il mondo con gli scioperi, che si risveglia sanguinante per una manganellata, negli oscuri 80s dove la Thatcher spegne i residui delle fiamme socialiste.
Un artista-da-giovane, Benjamin, forse protagonista, nel quale si mescolano tante trame: il passaggio dal progressive al punk, dalla scuola al lavoro, da una società di bianchi alla multiculturalità, dalla terra al cielo nel volo di un palloncino.O, se preferite, con la perdita della verginità.
E ancora, gli sguardi persi ed innamorati delle donne, che vivono bene, o meno serenamente, la liberazione sessuale, la condizione di amanti, lo stare in una società che ancora le confina a casalinghe che si lasciano ammaliare dal potere delle parole di qualche sedicente intellettuale.
Ma “La banda dei brocchi” è, innanzitutto, un romanzo di situazioni. E come non esserlo, se si seguono le orme di Joyce. Il passaggio dalla società idealistica dei 70s al riflusso degli ottanta è scritto tutto nella pernacchia di un conducente d’autobus ad un vanesio professore di storia dell’arte.

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9 Risposte to “Jonathan Coe – La banda dei brocchi (titolo originale: The Rotters Club)”

  1. SignorinaEffe Says:

    che scemo sei. la frase sulle ristampe mi ha fatta sorridere!

    (ribadisco, non concordo il giudizio sulla copertina, che a me piace assai)

  2. SignorinaEffe Says:

    (anche io sono appassionata. anche io vorrei ricevere dei regali così!)

  3. Il barbarico re Says:

    Sempre autori inglesi, sempre uno costante sottofondo musicale. La città è Manchester invece di Birmingham e la musica è più elettronica con venature di punk che progressive di Canterbury.
    Needle in the Groove – Jeff Noon

  4. viltrio Says:

    x Signorina Effe:

    Vuoi in regalo una recensione? Data la data non mi resta che rispondere: al futuro.

    x Il barbarico re:

    Appena ho finito Il Neuromante, e appena avrò recuperato un po’ di € acquisterò.

  5. SignorinaEffe Says:

    dobbiamo bissare la lettura incrociata, piuttosto!

  6. xxx Says:

    grazie…ho usato questa recensione per un compito in classe..libro non pesante..ma di più!!!! (infatti non l’ho neanche finito di leggere) ….troppi personaggi…troppe trame che si incrociano…parla di un concetto per capitoli e capitoli per poi non avere una conclusione logica!!che palle enormi…

  7. viltrio Says:

    cioè fammi capire, a scuola ti hanno dato da leggere ‘la banda dei brocchi’?

  8. Sparrow Says:

    L’ho appena comprato.era lì in libreria ed ha attirato la mia attenzione proprio x l’union jack ke campeggia nn troppo spavaldo in prima fila. Sxo m continui a piacere come le prime pagg

  9. Al futuro » Blog Archive » Jonathan Coe – La banda dei brocchi (titolo originale: The Rotters Club) [Seconda Ristampa] Says:

    […] [Seconda Ristampa] È singolare notare che il post che in assoluto conquistò più successi nella vecchia versione del blog non sia stato ristampato qui. Tra l’altro già quella versione era ristampata da un altro […]

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