Giro dell’Emilia

Ho visto la sintesi del giro dell’Emilia su rai2. Voto alla coppia di commentatori (Fabretti e Sgarbozza) insufficiente. Fabretti con una raucedine, Sgarbozza il solito. Commentano da sempre gare in leggera differita: perchè ai 5 dall’arrivo ripetono sempre lo stesso nome che poi si rivela vincente? Vogliamo guardare la corsa con un minimo di suspance, diamine! Comunque: la salita-simbolo di questa splendida classica (1.HC, mica una corsetta qualsiasi) è il terribile San Luca. Ed è lì che si decide la gara. Protagonista la CSC con ben 3 elementi (Schleck, Kolobnev, già vincitore dell’Eroica, qualche giorno fa e Sastre). Molto attivo Evans col suo compagno di squadra Horner. Cunego c’è, ed insieme a lui c’è Szmyd, così come il redivivo Riccò. All’ultimo passaggio Sastre prepara il terreno con delle trenate che fanno male. Risponde Evans con un bell’attacco, e il gruppo si sfascia. Ripreso l’australiano parte Schleck, e a seguirlo c’è solo il fuoriclasse della Gerolsteiner Davide Rebellin. Arriveranno insieme al traguardo, con Frank a braccia alzate, splendido vincitore dal talento cristallino. Per Rebellin un secondo posto che fa ben sperare per il giro di Lombardia. Terzo Horner, seguito da un buon Riccò e da un quinto, molto più staccato, Damiano Cunego, anche lui buono in prospettiva dell’ormai imminente Giro di Lombardia. Di Luca arriverà più attardato.
Ha vinto un corridore di grandissima classe che spero si concentri sul suo terreno più congeniale:le classiche dure. Spero che almeno per qualche anno darà spettacolo in questi ambiti, piuttosto che fissarsi su un Tour che difficilmente può vincere e che, allo stato attuale, sembra meno prestigioso di un’accoppiata (per esempio) Liegi-Lombardia.

Domani Paris-Tours. Classica pianeggiante ma difficilissima. Lunga, ventosa, con un rettilineo finale infinito. Ultimamente ha visto le vittorie di corridori belli tosti e duri a morire (Zabel, Guesdon, Virenque, Dekker). Sarebbe stato terreno congeniale per Bennati, ma la sua (quasi ex-) squadra lo ha lasciato a casa. Spazio quindi a Petacchi, se sarà in giornata di grazia, a Napolitano, a Pozzato, a Freire ed all’eterno campione Erik Zabel. Un poker a Tours sarebbe l’ennesimo fiore all’occhiello della sua carriera.

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