Archive for novembre 2007

Un racconto – Giro di Lombardia duemilasette

19 novembre, 2007

Commentare questo splendido Giro di Lombardia è una piccola impresa che mi accingo volentieri a compiere. Un po’ perché l’ ho detto – ed ogni promessa è un debito – un po’ perché mi è stato chiesto da un carissimo amico che ha sintetizzato in una sola frase il senso stesso del raccontare:

‘pensa a quelli che non lo hanno potuto vedere’.

Mentre la mia mente già andiriveniva tra Infiniti e Manifesti, mi sovveniva la volata tra Cunego e Riccò, e ho deciso definitivamente di iniziare a scrivere.
L’atmosfera è la solita del GdL. Autunno, grandi campioni, l’ aria pungente che ti immagini salire dentro le narici ad irritarle. Una sorta di freddo buono che circonda materno il gruppo pedalante, i teneri, precoci tentativi di fuga mattinieri di giovani talenti che tra un paio d’ anni inseriremo tra i favoriti per la Liegi o per il Giro, nella giostra di questo stra-metaforico sport che va avanti.
Fino alle ascese finali: Ghisallo – Civiglio – San Fermo. Tre, come le AveMaria finali che preparavano il laconico -e liberatorio, invero – ‘Ite Missa est’.
E lo stato di grazia, questo giorno di primo autunno, 2007, ce lo ha Frank Schleck. Talento purissimo, elegante sui pedali, temuto in gruppo, il lussemburghese è il maggiore dei due fratelli. L’altro, è quello che abbiamo ammirato al giro.
Schleck, già nella prima asperità del trittico, imbeccato da un Kolobnev superbo, fa vedere che chi volesse alzare le braccia a Còmo (leggere con la o chiusa, per favore), dovrà vedersela con lui.
Si sganciano in pochi e forti. Frank, Cunego, Riccò, Evans. Dietro? Briciole. Si sale e i due italiani, tignosi e arcigni, rintuzzano spettacolari gli imperativi dell’uomo del Lussemburgo. Riccò si da da fare per dimostrare che è il più forte quando la strada sale. peccato che le corse non si vincano solo in salita.
E questo teorema lo dimostrano in tanti. Schleck, disattento, (e non nuovo a questo stato di limbo) rovina al suolo gettando alle ortiche svariate speranze. Sanchez, caparbio, tecnico, funambolico (sempre meno del Falco Savoldelli), si beve in discesa quello che gli altri hanno rosicchiato in salita. Rebellin ancora, che tiene botta solo con la splendida capoccia. E Cunego. Splendido. Attacca in discesa. Manca solo una asperità. Si preparerebbe da solo al rush finale. Poi capisce e si fa raggiungere, prima di rimanere solo con Riccò sull’ultima salita. Il ragazzotto di Formigine lo raggiunge e comincia a stuzzicarlo. Sembra quasi dirgli ‘Che c’è McFly principino, non sarai mica un fifone’. Damiano pensa alla sua personale Jennifer, e rimane saldo nella De Lorean. Sul rettilineo finale sembra essere ritornati indietro nel tempo. Come tre anni fa è volata con Cunego favorito. E Damiano rivince. Alza le braccia, in una grande corsa contro un grande corridore come Riccardino. Lasciandosi alle spalle fuoriclasse del calibro di Rebellin, e giovani stelle come Schleck Junior, che (pare) senza fatica entra nei 10.
Pone così, il Panettiere, la sua talentuosa firma su un duemilasette che ha visto l’ennesima, manifesta superiorità del nostro movimento ciclistico (bastano fiandre-liegi-giro-mondiale_bis-lombardia?), che continua a sfornare talenti e a regalare emozioni. E al futuro per un’altra stagione.

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Who needs the GUI?

6 novembre, 2007

Questo post va a celebrare una delle caratteristiche più potenti del Vero Sistema Operativo: la modalità testo. E con essa una serie di programmi, situazioni, espressioni che sulle prime sembrano arzigogoli usciti dalla lettura di una poesia di Marinetti con l’intento di capirci qualcosa…(metafora orrenda.Period.).
Dicevo: il mio PC di casa ormai stenta un po’. Tra scheda grafica obsoleta, poca ram, componenti vecchi, il MBR che è stato riscritto N volte con N molto grande…
Così nelle mie peregrinazioni circadiane tra distro e window-manager vari, ad una certa mi imbatto in una bella opzione dell’ultima Ubuntu: installa un sistema minimale. La procedura va avanti per una ventina di minuti e al termine
siamo noi soli davanti ad una linea di comando.
Memore di una sessione di ‘apt-cache search MSN’ che mi fece intravvedere ‘tmsnc – textbased (console) MSN client’, lo cercai, lo installai, e intorno alle 20 conversavo in modalità testo, con lista di contatti, modalità presente-assente-occupato-a pranzo ecc…, la possibilità di mostrare il brano in ascolto (ovviamente con mpg123…) e udite-udite, il messaggio personale!!!Con gli occhi gonfi di lacrime andavo su  links per cercare adepti e li trovavo: nel sito del progetto ed in un interessante blog. Beccatevi pure uno screenshot del suddetto IM scattato da me (in modalità grafica, cmq).

e cosa ho usato per fotografare? scrot

Per finire questo post è stato composto con l’editor della riga di comando per eccellenza: Vi. Vi assicuro che dopo una sessione con questo editor riesco a suonare meglio il basso.
:wq!

Il Pagellone 2007

2 novembre, 2007

È finita la stagione ciclistica. Chiusa da un ottimo Cunego nella malinconica ‘Classica delle foglie morte’

Dunque c’è bisogno di una bella revisione di quanto successo quest’anno. Questi i miei giudizi, con voti che vanno da 0 a 10. Non ho commentato tutti quelli che meritavano. Magari al futuro una versione 1.1 per correggere i bug…

Danilo Di Luca (Ita-Liquigas): 10
Liegi e Giro d’Italia nello stesso anno: le due corse più difficili, dure, tattiche della stagione ad un solo corridore. Per quest’anno lo scettro del più forte va a lui (a dire la verità anche nell’altro anno magico, il 2005). Danilo si è distinto in diversi ambiti. Nella Liegi ha prevalso il suio lato tattico. Attende, attende, e non appena fiuta l’azione giusta ci si butta a capofitto (Thomas Dekker, prendi lezioni…), per fare sua una delle corse più prestigiose della stagione. Subito dopo, al giro, si dimostra dominatore in salita (non mi verrete a dire che Di Luca il giro lo ha vinto a crono…). La sua squadra è un po’ traballante, ma lo aiuta nei momenti adatti. Riesce a non scomporsi nei momenti più difficili (Bergamo, Zoncolan) e capisce quando le azioni sono pericolose e quando no. Un po’ in ombra nella seconda parte della stagione, silurato dai farisei che comandano questo sport, con un’unica colpa: qualla di aver vinto una gara a tappe.

Alessandro Ballan (Ita-Lampre): 9.5
Il più internazionale dei nostri corridori. Fa suo il giro delle Fiandre (che Bettini e Freire finora hanno solo sognato…) con un piglio da campione, con una azione di forza che Boonen starà ancora guardando e riguardando per capire come riprodurla (o come tornare a poterla fare). Si rilassa, e ritorna in estate alla vittoria ad Amburgo contro una platea di avversari più quotati e basiti dalla sua azione all’ultimo km. Peccato per un mondiale buono ma non splendido.

Fabian Cancellara (Svi-Team CSC):8
Eccola, la prima maglia gialla decente del dopo-armstrong. Se la prende sulle spalle, e la onora andando a cercare tappe, fughe, azioni di classe con la sua potenza e la sua fantasia. Riscatta una campagna del nord deludente con un Tour da protagonista, e nel finale di stagione va a pescare un’altra vittoria di classe e potenza al mondiale a crono. Che corridore.

Paolo Bettini (Ita-Quick Step):7.5
‘Bersagliato dalla sfortuna caduto blablabla’, dicono tutti. Per carità. La verità è che fino al mondiale il grillo ha vissuto una stagione alquanto sottotono. Si riscatta con la giornata di grazia a Stoccarda. Un misto di rabbia e stato di forma, che gli permettono di trattare gli altri avversari con una superiorità imbarazzante (anche grazie alla perfezione degli azzurri).

Alessandro Bertolini:7.5 (Ita-Diquigiovanni)
Scoprirsi campioni superati abbondantemente i 30. Bertolini è sempre stato un buon corridore. Ha attraversato un ottimo stato di forma in estate, rendendosi protagonista di ottime prove e meritandosi la convocazione. Ha corso un mondiale superlativo, adempiendo in toto al ruolo assegnatogli da Ballerini.

Alberto Contador Velasco (Spa-Discovery Channel):8
Vince il tour e un’altra corsa a tappe minore. È stato un degno avversario di Rasmussen, e questo lo rende degno di indossare la maglia gialla. Vedremo se sarà bersagliato come colpevole anche lui.

Denis Menchov (Rus-Rabobank):8
Fa sua la Vuelta, e sembra essersi ritagliato una bella dimensione nella corsa a tappe spagnola.

Oscar Freire Gómez (Spa-Rabobank):8
Vince la Sanremo alla sua maniera. Al mondiale lo temono tutti ma non fa vedere nulla di buono. Chiude l’ennesima stagione col bilancio all’attivo, anche se con l’impressione di poter fare di più.

Davide Rebellin (Ita-Gerolsteiner):7.5
Regala un altro mondiale a Paolo Bettini (Grillo, come potrai restituire questi favori ad un simile campione?). Vince la Freccia Vallone, è protagonista all’Emilia, ed entra anche nella top-ten del Lombardia. Ancora una stagione eccellente da un professionista di cui non si vedono eredi in giro.

Cadel Evans (Aus-Predictor):8
Regolare e forte. Protagonista al tour e alla vuelta, si rivede anche al mondiale e alle classiche di fine stagione. Secondo me potrà migliorare ancora.

Alessandro Petacchi (Ita-Team Milram):8.5
Stagione da incorniciare per lo spezzino. Sbaglia la Sanremo e parte male al giro. Ma poi si riprende, torna dominatore incontrastato. Fermato per non-si-sa-bene-cosa, zittisce tutti con una volata regale (lanciata da Zabel) alla Parigi-Tours.

Damiano Cunego (Ita-Lampre):8
Un giro d’Italia anonimo sembrava proiettarlo in una dimensione di anonimato. Ma il principino è un fuoriclasse. Basta e Punto. Infatti dopo un mondiale perfetto va a prendersi il Lombardia correndo con un piglio ed una tranquillità mai viste nella sua carriera. Se in ogni fine c’è un nuovo inizio, spero che la conclusione di questa stagione ci abbia consegnato finalmente la vera ‘next-big-thing’ del ciclismo italiano.

Vladimir Karpets (Rus-Caisse d’Epargne):8
Continua a piacermi, e lo inserisco nel pastone, anche perchè vince il giro di svizzera, che è sempre una gran bella corsa. Migliorerà.

Riccardo Riccò (Ita-Saunier Duval):8
Che stagione, la sua. Spavaldo: annuncia attacchi e li mette in atto (Sanremo, Freccia), anche se non sempre riesce a vincere. Un giro splendido, il suo, nel quale accende diverse micce, anche se a mio avviso rimane un po’ sulle sue per la presenza in squadra di nomi più quotati. Corre un ottimo Lombardia, dimostrando che può correrre tutta la stagione su tutti i terreni.

Andy Schleck (Lus-Team CSC):8.5
La scoperta di quest’anno. Fortissimo al giro (in salita, tra l’altro!), facendo gridare al fenomeno tutti quanti. Si riposa, e poi lo si rivede al lombardia, dove quasi per caso agguanta un posto nei primi dieci. La facilità con la quale corre è impressionante. Potrà vincere dove vuole.

Tom Boonen (Bel-Quick Step):7
Il fenomeno quest’anno non vince neanche un monumento, ma si riscatta al tour. Rimane uno dei talenti più puri in circolazione, ma a volte corre con spocchia e forse si sopravvaluta (vedi scatto al Fiandre, con Ballan che gli dà una lezione che ricorderà a lungo).

Daniele Bennati (Ita-Lampre):7.5
Ottima stagione per l’aretino, corridore che a me personalmente non entusiasma, ma che ha saputo trovare una buona dimensione nelle corse a tappe, quest’anno. In molti lo pronosticano vincitore anche al nord. Vedremo.

Stefan Schumacher (Ger-Gerolsteiner):8
Riesce a strappare una medaglia in casa, con i favori del pronostico. Si va a prendere una bella Amstel Gold Race, e sta cominciando ad essere temuto nel gruppo.

Thomas Dekker (Ola-Rabobank):6.5
La sua pecca maggiore è l’incapacità di capire quando è il momento di agire. Liegi, Mondiale, Lombardia gli sfuggono anche per questo motivo. Buon lavoro di gregariato al tour. Già l’anno prossimo può vincere qualcosa di grosso.

Frank Schleck (Lus-Team CSC):7
Si va a prendere l’Emilia contro un campione come Rebellin, correndo ‘alla Rebellin’. Cerca sempre di fare corsa dura, e tenta spesso anche delle belle azioni da solo. Corre un gran mondiale, si lascia scappare il Lombardia per una ingenuità, ma nel gruppo è visto come uno di quelli da tenere sotto controllo. Che coppia, col fratello…

Gilberto Simoni (Ita-Saunier Duval):6.5
L’ultimo degli ‘eroi da corsa a tappe’, battagliero, tignoso e rompiscatole in salita, quanto fiacco e inesistente a cronometro, dove perde sistematicamente da anni prima le maglie rosa, poi i podi. Vince sulla ‘montagna Simoni’ ovvero lo Zoncolan, una delle più belel tappe della sua carriera. Lo rivedremo ancora una volta a dare battaglia sulle strade del Giro.

Leonardo Bertagnolli (Ita-Liquigas):7.5
Oltre ad essere il mio corridore preferito, Leo è anche un poliedrico interprete del proprio ruolo in bicicletta. Sa districarsi con grande facilità tra il ruolo di gregario (che ricopre in maniera eccellente) e quello di capitano, grazie alla sua straordinaria capacità di leggere la corsa. Già esperto pur non avendo ancora superato i trenta, è secondo me uno di quelli che fanno la fortuna della propria squadra. Due nei: non è stato convocato (ma chi toglievi…?), e non ha vinto il trofeo Melinda, sulle strade di casa, per eccessiva generosità.

Paolo Savoldelli (Ita-Astana):7
Quello con la tecnica migliore. Un funambolo, un folletto, chiamatelo come volete. E soprattutto chiedetegli perchè non ha mai partecipato ad uno straccio di classica per tentare di vincerla. Non ha sicuramente lo scatto di Bettini, ma la sua intelligenza, il suo fondo, il suo saper ‘cogliere l’attimo’, lo avrebbero aiutato in non poche situazioni. Vince, quest’anno, su un terreno: quello della crono, poco spettacolare, ma è la giusta ricompensa per aver aiutato Mazzoleni. Straordinario nel lanciare l’assalto a Di Luca nella tappa di Bergamo.

Marcus Burghardt (Ger-T-Mobile):7
Vince la Gand, e fa una bella figura in tutta la campagna del nord. Bene così.

Michael Boogerd (Ola-Rabobank):6
Si ritira un grande interprete del pedale degli ultimi anni. Privo di spunto veloce, ha collezionato innumerevoli podi. Grintoso, forte da gregario al tour, peccato che quest’anno risulti proprio poco presente nelle corse. Saluti e arrivederci in ammiraglia.

Michael Rasmussen (Dan-Rabobank):8
Prima di una esclusione priva di senso dal tour de France, lo stava vincendo a suon di imprese e forza in salita. Insomma, lo dominava in una maniera che non vedevamo da anni. Memorabile anche la sua lezione a Valverde (voto: 5) nella cronometro. L’anno prossimo perchè non tentare al giro?

Danilo Napolitano (Ita-Lampre):7.5
Grande, grande grande Danilo. Si prende con forza una tappa al giro, e si dimostra sempre competitivo nelle classiche lunghe che gli competono. L’anno prossimo avrà ancora più spazio per la partenza di Bennati.

Stefano Garzelli (Ita-Acqua & Sapone):7.5
Che bello il giro di Garzelli. Due tappe vinte con classe e grinta, senza curarsi della classifica (che di questi tempi porta piùrogne che altro…). Peccato per i cattivi risultati nelle corse di un giorno. Ma ha ancora qualche tempo per rifarsi.

Yaroslav Popovych (Ucr-Discovery Channel):6.5
Ormai è gregario di lusso, senza neanche una tappa all’attivo. Buone cose al tour, ma sembra aver smarrito totalmente la strada. Avrebbe bisogno di un bel successo per ritrovarla. Perchè non riprovare alla Sanremo?

Giovanni Visconti (Ita-Quick Step):7
Il campioncino non sta esplodendo: molto meglio, sta pian piano schiudendosi. Campionato italiano e un bel finale di stagione per Giovanni, che sembra possedere un buon mix di talento ed intelligenza tattica.

Luca Mazzanti (Ita-Ceramica Panaria):6
Tiene alto il vessillo della Panaria, ma quest’anno non mostra i consueti ‘denti’ nè al giro, ne in altre occasioni. Buona top-ten al Lombardia, ma mi aspettavo di più. Si rifarà.

Gert Steegmans (Bel-Quick Step):7
Protagonista di un ‘siparietto’ (chiedere a Boonen…) in occasione della sua bella vittoria al Tour. Potrebbe essere un cliente difficile per tutti nelle volate, ma deve scortare l’ex-campione del mondo. Quando ha via libera dimostra tutta la sua potenza. Da lasciare sciolto.

Vincenzo Nibali (Ita-Liquigas):6.5
Ottimo gregario per Di Luca, il campioncino in erba tenta anche di farsi vedere al mondiale, deludendo un po’ le aspettative. Lascia il segno in tante altre corse, maturando pian piano. Cassani lo vede come protagonista nel giro di due-tre anni. Vedremo: magari già dal tour dell’anno prossimo.

La RAI:7
Dedica abbastanza spazio al ciclismo, almeno rispetto ad altri sport diversi dal calcio. Il pacchetto-giro d’italia è stato a mio avviso superbo, anche grazie al ‘concept’ su Garibaldi. Male nelle corse ‘minori’, ma forse bisogna ringraziare che ce le fanno vedere. Poco spazio al giro di Lombardia.

Bulbarelli: 8
Per me, che non ho vissuto l’era De Zan, è il motivo per sorbirmi qualche ora di diretta nei tapponi pianeggianti del Tour. La sua parlata non mi stanca mai, e soprattutto la sua competenza in fatto di geografia ed eno-gastronomia sembra essere spesso molto accurata. Lascia trapelare una passione per le scommesse, riportando spesso quote e percentuali. Riesce ad essere sempre emozionante nei finali di corsa e sugli arrivi, tradendo anche una passione per i corridori delle sue terre (e quanto c’è rimasto male per Moreni…).

Cassani: 7.5
È la spalla perfetta per Auro. Snocciola statistiche nel momento stesso in cui viene inquadrato un corridore. Descrive nei dettagli le tattiche, le tecniche, ma anche gli stati d’animo dei corridori, per una visione di gara a 360°. Difficilmente sbaglia un pronostico, e riesce spesso ad ovviare a qualche strafalcione dell’altro con sobrietà ed eleganza. Mezzo punto in meno di Auro per due motivi: il tono leggermente cantilenante della voce, e i troppi silenzi in merito alle questioni doping. Ma li comprendo. Sembra uno che ama il suo sport e aver vissuto quegli anni in quell’ambiente non deve essere stato facile.

Fabretti: 6
Entusiasta in moto, caciarone, sembra volersi buttare in mezzo alla corsa appena può, quanto insufficiente nel commento delle corse minori.

Sgarbozza: 5.5
Buono nel ‘processo alla tappa’, dove sia rappresenta l’aspetto più popolare del ciclismo, sia porta la sua esperienza di ex-corridore nei pronostici e nel fiaccare alcune polemiche. Insufficiente nella pronuncia e nel commento alle corse minori, dove praticamente svela il vincitore almeno 10 minuti prima del termine della differita.

De Stefano: 6.5
Agguerrita nelle sue interviste, nei suoi coraggiosi servizi contro i potenti del ciclismo, e di solito a favore dei corridori. Sembra spesso voler cercare la polemica a tutti i costi. Da rivedere nei servizi-coccodrillo dedicati a corse e ciclisti del passato. Quando sento un grappolo di note di pianoforte, immagini al rallentatore, già comincio a immaginarmi la sua voce modulata che recita ricordi e ciclismo d’altri tempi. Quasi faccio gli scongiuri…
=)