Pornophonique – 8-bit lagerfeuer

Parlare di questo gruppo va oltre lo scrivere una ordinaria recensione. Infatti i Pornophonique non sono uno di quei gruppi dei quali si comprano i dischi alla FNAC. Distribuiscono liberamente la loro musica nella comunità di Jamendo (grazie a Dario per avermelo consigliato). È un progetto interessantissimo che mira a promuovere l’arte in sè. La licenza con cui vengono rilasciate le opere su Jamendo è simile a quella del kernel Linux e dei programmi del progetto GNU.

Da oggi anche i contenuti di questo blog sono liberamente riproducibili a patto di citare la fonte.

Jamendo è un punto di partenza per una vera rivoluzione. Ed è anni luce più avanti dalle pugnette che mettono in giro alcuni sedicenti rivoluzionari gruppi di oggi.

Ma bando alle polemiche: facciamo che il nostro scopo sarà quello di avere una collezione di canzoni per poter dare una festa completamente Copyright-free. Partiremo proprio da

Pornophonique – 8-bit lagerfeuer

Si parte fortissimo con l’inno ‘Sad Robot’. Una melodia pop di quattro note suonate con un fischio elettronico che potrebbe essere un synth, ma anche un disturbo di antenna. Schitarrata acustica e ritmo easy accompagnano la bella voce che declama lo slogan del titolo per un brano di impatto adatto a tante situazioni diverse.
‘Take me to the bonuslevel because I need an extralife’ è un trascinante brano che ha come ossatura una bella melodia un po’ malinconica, sostenuta da una ritmica trascinante e lacerata dai duemila effetti da videogame presi pari pari dalle antiche schede audio dei C64. Nella successiva ‘Lemmings in Love’ arrivano gli echi di tutto il krautrock (Faust in primis, per l’ironia sottile che permea tutto il brano), con cori femminili, e ritornello strumentale. Uno squarcio fatto da ghirigori di synth che ci proiettano nella psichedelia di sogno suicida dei mitici animaletti.
Space invaders è il brano più duro del lotto (e degli otto…o_0). Parte chiuso con una voce compressissima e una ritmica marziale che neanche i VNV nation, e si sviluppa su questa linea, esaltando l’urlo del cantante e i riusciti passaggi chitarra-synth inframezzati da effetti da videogame.
‘I wanna be a machine’, quasi una dichiarazione programmatica, invece, è intrisa di atmosfere piuttosto romantiche. La voce si staglia su un bel riff che ricalca tanti stilemi (Babylon Zoo? Depeche Mode?) ed esplode nell’inno del ritornello. Quasi una liberazione ritagliata sopra il bel girotondo musicale che crea la commistione tra ritmica e psichedelia, fino ad arrivare allo scambio synth-effetti da videogame-chitarra, dove ad un tratto non si riconosce più chi è chi e quale ruolo recita, a testimoniare forse l’avvenuta mutazione, oppure, pirandellianamente, la totale incapacità di distinguo tra i personaggi e la loro recita. Di qui alla fine abbiamo ancora ‘1/2 player game’, ‘game over’ e ‘rock’n’roll hall of fame’. Se la prima dei tre è costruita su uno scambio tra beep e un riff trascinante che si ripropone durante tutto il brano, la successiva parte con un grappolo di synth e si sviluppa in un crescendo elettronico che esplode in un ritornello compressissimo quasi da ‘popolo-dei-rave’ (chissà se hanno i Gazebo…e se amano Chopin). Chiude la sequenza la summa di tutto quello che abbiamo detto fin’ora. Ritmica ben impostata, elettronica tracimante e riffoni quasi ‘coatti’ per le litanie ispirate e volutamente ingenue della voce. Già la voce: sembra un David Bowie un po’ più strillone è – se possibile – più poseur…
Quindi cosa dire di più: iscrivetevi a Jamendo, scaricate il disco dei Pornophonique, e ascoltatelo. Avrete divertimento assicurato e contribuirete ad un progetto molto, molto interessante.

Detto questo: vorrei pubblicamente ringraziare una mia amica e collega, Elisa, che sta per raggiungere obiettivi importanti, e mi ha ricordato nel suo Blog. Mi dispiace non averlo notato subito. Ho provveduto ad inserire ‘Mucche a sfera‘ nei miei feed. E stai tranquilla, Elì, che se stai nei miei feed ti leggo, visto che sono addicted-to-rss…in bocca al lupo per i tuoi traguardi e partenze, e al futuro.

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3 Risposte to “Pornophonique – 8-bit lagerfeuer”

  1. Dario Says:

    grazie vittorio, è molto importante che un esperto in questo campo come te diffonda il messaggio che si possa trovare musica di qualità anche sotto licenza copyleft. Molte persone pensano che meno si paga una cosa, meno essa ha valore, ma non è sempre così.

    viltrio wrote:
    >ad un tratto non si riconosce più chi è chi e quale ruolo recita, >a testimoniare forse l’avvenuta mutazione, oppure, >pirandellianamente, la totale incapacità di distinguo tra i >personaggi e la loro recita.

    frase geniale, coglie in un attimo l’essenza dei pornophonique!

  2. viltrio Says:

    cmq dario, ho una grande stima della tua conoscenza musicale, di più: jamendo me lo hai consigliato te. a sto punto chi è l’esperto? io dico che c’è un pareggio.

  3. elis@ Says:

    Ciao bello GRAZIE! E se non fosse che oggi il Bianconi dopo avermi dato appuntamento alle 11, non essersi presentato, essere stato avvistato al bar e essersi fatto dare per malato dal suo scagnotto (sains)… oggi avrei anche discusso col mio contro relatore. Ma siccome Paolino Paperino non ci abbandona mai…
    mannaggia! Un bacio e grazie ancora!

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