L’Evento – Giro d’Italia 2008 (in 3 mosse)

Uno – Le Parole

Per l’ennesima volta ripeto che questo è un blog di parole. Le strofe che ho postato sopra appartengono a canzoni immortali scritte su un mito immortale dei nostri tempi: la bicicletta. Vi invito a leggerle con attenzione.

New Trolls, Signore io sono Irish, 1971

Ma tu sei buono, tra gli amici che tu hai
una bicicletta per il tuo Irish
certamente la troverai,
anche se è vecchia non importa,
anche se è vecchia mandala a me,
purché mi porti nel tuo giorno
mio Signore fino a te.

Signore, io sono Irish,
quello che verrà da te in bicicletta.

Paolo Conte, Bartali, 1979

è tutto un complesso di cose
che fa si che io mi fermi qui
le donne a volte si sono scontrose
o forse han voglia di far la pipì.
E tramonta questo giorno in arancione
e si gonfia di ricordi che non sai
mi piace restar qui sullo stradone
impolverato, se tu vuoi andare, vai…
e vai che io sto qui e aspetto Bartali
scalpitando sui miei sandali
da quella curva spunterà
quel naso triste da italiano allegro
tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
C’è un po’ di vento, abbaia la campagna
e c’è una luna in fondo al blu…

Paolo Conte, Sigla del giro, 2007

Una bella bici che va
silenziosa velocità
sopra le distanze
le lontananze
starà.
Una bella bici che va
silenziosa velocità
rotolava biglie
il Giro d’Italia farà.
Una bici non si ama
si lubrifica
si modifica.
Una bici si declama
come una poesia
per volare via.

– ‘Signore, io sono Irish’ parla della libertà che ci regala la bicicletta. Questa libertà viene concessa, anarcoidamente, a tutti. Bimbi, adulti, anziani, ricchi o poveri. In bicicletta vanno tutti. Senza nessuna patente. E difficilmente una bicicletta ‘non funziona’. Anche se è vecchia cammina. Ovvero svolge il suo scopo.

– ‘Bartali’ parla dell’atmosfera che c’è alle corse ciclistice ‘in vivo’. Già il ciclismo sembra noioso in TV. 2 ore, 2 ore e mezza davanti ad una ‘lunga teoria di biciclette’ che sfilano senza fare niente se non – magari nelle tappe di pianura – accelerare negli ultimi 10 minuti. E per strada? Aspettare una giornata seduti da una parte, scomodi, per vedere un agglomerato di energumeni bestemmianti che sfrecciano ai 50? Eppure veder passare una corsa è una esperienza umana entusiasmante. Per iniziare a capirla, intanto si può leggere la strofa.

– La ‘sigla del Giro d’Italia 2007’ contiene un frammento inestimabile. ‘Una bici non si ama, si lubrifica, si modifica’ descrive ermeticamente il rapporto di un ciclista qualsiasi con il mezzo. Scomoda, ti rompe il culo, ti fa inarcare la schiena. Ti fa piombare il nemico vento sulla faccia nei lunghi rettilinei delle valli, prima delle salite, manco a volerti rassicurare prima della tempesta. Eppure stai lì a migliorarla, a pulirla, a curarla. Diventa anche una tua creatura. Prodiga e recalcitrante.

Due – I protagonisti
Chi vincerà il Giro d’Italia? Impossibile da dire. In realtà in ogni gara ciclistica pronosticare è una operazione del tutto velleitaria. Serve una dose di fortuna eccessiva. In ogni caso si possono sparare un po’ di nomi, tanto per poter dire, in gara: ‘Ah, ma questo lo avevo letto sul blog di Viltrio’, ed ottenere quell’effetto che secondo me è un po’ il sugo della storia di Fever Pitch di Nick Hornby, ancorchè calcistico.

Di Luca (Aka il killer di Spoltore) ha vinto bene l’anno scorso. Poi su di lui l’inferno che tocca ai vincitori di grandi giri in questi ultimi anni. Quest’anno può contare su uno dei corridori più geniali e dotati tecnicamente degli ultimi anni, Savoldelli (il Falco bergamasco). Quest’ultimo, vorrei ricordarlo, doppio vincitore del giro (2001-2005), da gregario l’anno scorso ha regalato un podio a Mazzoleni.
Andreas Kloden è uno di quei corridori che non piace agli amanti del ciclismo. Anzi, di più, appartiene alla categoria più osteggiata dai tifosi: i regolaristi forti a crono. Quando uno non è molto popolare tra i tifosi ha un solo modo per riconquistare qualche simpatizzante: farsi male e malgrado tutto continuare. Così successe al tour dell’anno scorso, e da lì Kloden, che fino a quel momento era stato ‘quello che ha fregato il secondo posto a Basso, con la crono, al tour 2004’, è diventato degno almeno di simpatia. Per me andrà forte.

Contador è la maglia gialla ufficiale (prima che l’UCI la conceda a qualcun altro) del tour 2007. Ed era un po’ che non capitava al giro una cosa del genere. Fortissimo in salita, si difende a crono, se sta bene può vincere.
Denis Menchov invece è il vincitore della Vuelta. Se è venuto al giro per correrlo seriamente, può fare bene. Altrimenti lo vedremo in un paio di fughe verso la fine e nulla più. Riccò promette scintille. Lui, di solito, mantiene. In salita è fortissimo. Se capisce che i giri non si vincono solo quando la strada sale, può ambire ai piani alti. Nibali è meno scattante, ma ugualmente fortissimo. Testiamo la sua maturità. Gibo Simoni per l’ennesima volta si ripresenta alla punzonatura. Ormai le primavere sono 37. Onora l’Evento da anni, e anche quest’anno lo vedremo nei tapponi a fare l’andatura con la sua caratteristica pedalata. Com’è la pedalata di Simoni? È tutto un complesso di cose.
Poi? Poi qualche sprazzo di Pellizotti (il delfino di bibione), una sortita di Rujano, una fuga di Serpa, Karpets regolare, Piepoli (il trullo volante) fortissimo in salita, e per la classifica più o meno ci siamo.

Poi abbiamo i cacciatori di tappe. Poichè è stato ritirato Petacchi, le volate saranno una bagarre emozionante. Bennati potrà fortemente dire la sua. Così come il campione del mondo Bettini. Zabel dall’alto della sua straordinaria carriera di mito tedescone cerca ancora una tappa nella terra che lo ha reso Herr Sanremo. Inoltre c’è il solito Robbie Mc Ewen, un genio delle volate, infine Forster, che passerà alla storia come il vincitore della prima Tappa che il Viltrio ha visto dal vivo (Frascati 2007, ndV). Non ho capito se Rebellin sia o meno iscritto. Se lo è, mettetelo pure tra i protagonisti almeno dei primi 10 giorni. Altri nomi? Bruseghin, ottimo corridore che potrà entrare nei 10. Visconti, il campione italiano in carica. Pfannberger che potrebbe venir fuori in qualche tappa un po’ più tecnica. Gasparotto, quello a cui Di Luca l’anno scorso svelò il vero significato della sigla PD. Infine per Ignatiev sarà difficile stare tranquillo. Lo vedremo in tutte le fughe, MA ANCHE a tentare il colpo all’ultimo km.

Altri da tenere d’occhio? Valjavec (con un occhio anche alla generale), Nocentini (che probabilmente uscirà di classifica per tentare una tappa in montagna con una fuga), Leipheimer (che probabilmente vincerà la crono), Soler (in salita), Perez Arango (in fuga nelle tappe noiose), Nuyens (pronto a rendere la vita difficile a Bettini). Poi ci sono i guastafeste della CSF-Navigare (già Panaria): Sella, Baliani, Perez Cuapio (di cui ricordiamo quella splendida immagine col forcone al giro 2007 e tante altre giornate da protagonista alla corsa rosa), Pozzovivo (Lucano DOC), Laverde. La corsa alla maglia nera dei baschi dell’euskaltel-euskadi, il ‘motivatissimo’ Pinotti, il giovane Sioutsou (impronunciabile per Gigi Sgarbozza), il regolarista Garate, la Slipstream squadra di passistoni (Backstedt-Zabriskie-Millar), a braccetto con la CSC di Voigt(pron. FOOOOOOGT) e McGee (chissà se cercherà gloria nella prima settimana), il redivivo Astarloa e Mazzanti (che qualcosa di buono lo tira fuori sempre).

Tre – E le tappe?

Già la 1a in linea (Cefalù-Agrigento, 207 km) (domani c’è il prologo) promette fuochi d’artificio, nervosissima, sembra disegnata addosso a Bettini.
L’11a (Urbania-Cesena, 199 km) sembra poter riservare sorprese. Chissà che non venga fuori di nuovo un Sella o un Riccò. Oppure una fuga bidone simile a quella dello scorso anno.
La cronoscalata a Plan de Corones non ha bisogno di presentazioni. Salite del genere possono fare male solo se affrontate da soli contro il tempo. Ad ogni tornante il nome di un grande. Oltre che uno spettacolo di pubblico, potenza, sfida alla forza di gravità, sarà una bella occasione per ripassare la Storia.
Per fortuna quest’anno il penultimo giorno ci regala la 20ma tappa (Rovetta-Tirano, 224 km). Si parte da Rovetta (paese di Savoldelli), alla volta di Gavia e Mortirolo. Sarà una tappa da gustare piano piano, dove si deciderà il vincitore.

Tre (…) – L’iniziativa

Qui sul blog tenterò di mettere i miei favoriti del giorno nel widget a destra (quello dove c’erano le mie intenzioni di voto…). Riuscirò a tenerlo aggiornato con regolarità? No. Quando ve ne accorgerete saremo al futuro.

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