Mondiale 2008 – Varese

Sono in mega-ritardo, ma voglio lo stesso lasciare due parole sull’evento. Oggi si conclude il mondiale in Italia, come ormai accade ogni 5-6 anni, con un percorso impegnativo, adatto a corridori completi.

Il percorso si snoda a Varese, e consiste nel ripetere un circuito 15 volte per un totale di circa 260 complicati km. La tattica regna sovrana, al mondiale, e le nazioni più forti organizzano sempre tranelli, particolari giochi di squadra, imboscate e sgambetti per risolvere la corsa in proprio favore. Da due anni a questa parte il proverbio è ‘Il mondiale è quella corsa su un circuito da ripetere tante vole e alla fine vince Bettini’. Personalmente credo che anche quest’anno potrà spuntarla un italiano: andiamo quindi a scorrere il solito elenco di nomi da tenere d’occhio:

All’inizio e durante la gara:

Abbiamo il movimento ciclistico più forte e i ciclisti più forti. Sicuramente Bosisio proverà ad infilarsi in qualche fuga, fin dalle prime tornate. Con lui ci sarà qualche ‘solito noto’: immagino un Mosquera, un Lang, un francese a caso, un Pidgorny, e tanti altri che avranno il copmito di dare un senso ai primi giri, importantissimi per far stancare i gregari, a seconda se si percorrano a tutta o ad andatura turistica.

Nei giri medio-finali:

Il nostro uomo è Damiano Cunego, uno che in ogni caso la sua classica prestigiosa quest’anno l’ha vinta. Se si infila in una fuga a 3-4 giri dal termine farà in ogni caso faticare le altre nazioni per riprenderlo. Con lui potrebbero esserci altri ottimi corridori, come Garate, JRodriguez e LLSanchez per la Spagna, Burghardt e Fothen per la Germania, Devolder e Nuyens per il Belgio, un Casar per la Francia, azzardo un Joachim per il Lussemburgo, un Kroon per l’Olanda.

Al penultimo giro:

Qui si inizierà a fare sul serio. Abbiamo un fuoriclasse che sarebbe capitano unico in tante altre nazionali: Ballan. Se Alessandro saprà muoversi bene (diciamo nella seconda metà della seconda salita, al penultimo giro), potrà avere due possibilità: o portare via un drappello e magari,sullo stile di Rebellin a Pechino, andarsi a giocare la vittoria con quelli, oppure, comunque, fuggire via e far sfiancare tutti quelli che non abbiano una maglia azzurra. Il veneto di Castelfranco in questo mondiale, più che mai, rappresenta l’uomo in più della nostra compagine. Insieme a lui si muoveranno pezzi grossi: secondo me Contador non aspetterà l’ultimo giro, così come Wegmann, Gilbert, Chavanel, Kreuziger, uno dei due Schleck (forse Frank), Karpets, Ljungqvist, Zabriskie, forse Zberg, Niemec, un Popovych in forma, il sempre presente Arvesen.

All’ultimo giro:

La penultima tornata avrà deciso la corsa: o in favore dei fuggitivi, o in favore delle squadre meno stanche, e tatticamente più scaltre. Qui si sfideranno, in un finale a metà tra Sergio Leone e Tarantino, tutti i più forti ciclisti in circolazione.

Noi abbiamo il più forte per questo tipo di corse, Bettini, che è il favorito numero 1 per oggi (pare, tra l’altro, che sia anche la sua ultima corsa, ma un ciclista che annuncia il ritiro è meno credibile di Robert Smith quando annuncia la fine dei Cure). Insieme a lui c’è l’atleta tecnicamente e tatticamente più completo della nostra squadra, quel Davide Rebellin già argento olimpico quest’anno, che avrebbe proprio intenzione di buscare la maglia. Spagnolismo d’obbligo, perchè tra gli iberici abbiamo Freire, Valverde e Samuel Sanchez che sono tra i migliori interpreti del ciclismo moderno, e che saranno difficilmente battibili in un percorso del genere. I tedeschi rispondono con Stefan Schumacher, uno in grado di vincere crono al tour e classiche primaverili, uno che se parte da solo è molto difficile da riprendere. Insieme a lui, per i crucchi, c’è sempre Zabel, che in un percorso di questa durezza potrebbe piazzare la zampata, e Ciolek, che quest’anno pare ci abbia preso gusto a vincere su terreni impegnativi. L’Australia deve cercare una corsa più leggera, perchè in caso di arrivo in volata ha Davis, McEwen (che difficilmente si esprime bene in percorsi così impegnativi, però), e Matthew Goss, che potrebbe stupire un po’ tutti. Al giro finale capiremo anche la condizione di Tom Boonen: se sta bene saarà un osso duro per tutti. Illussemburgo risponderà con gli Schleck, a meno che non siano già bruciati. Tra gli altri: Pfannberger per l’Austria, Kolobnev per la Russia, Soler per la Colombia.

Gli altri italiani:

Bruseghin sarà il solito instancabile trenino, che sarà fondamentale nel ‘picchiare’ sulle salite, specie nei giri centrali, così come Tonti(la convocazione più discussa). Tosatto e Paolini saranno indispensabili per la lettura della corsa e nelle trenate in discesa ed in pianura. L’ultimo potrebbe avere anche qualche velleità di fuga.

Il mio pronostico:

In sostanza mi aspetto una corsa dominata dalla nostra squadra, come fu lo scorso anno. Il vincitoreè una incognita, ma per me sarà uno tra Bettini, Rebellin, Ballan e Freire: il futuro per la verifica è molto prossimo.

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3 Risposte to “Mondiale 2008 – Varese”

  1. Diario dalla Palestina 68 | Distanti saluti Says:

    […] qui trovate un’ottima guida per capirci […]

  2. Buro Says:

    ‘Il mondiale è quella corsa su un circuito da ripetere tante vole e alla fine vince Bettini’.. questa è ripresa dalla mitica frase “Il calcio? Uno sport che si gioca con un pallone, undici contro undici. E sempre vince la Germania” pronunciata da Lineker.

  3. viltrio Says:

    direi proprio di

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