Tour de france 2011 – Percorso e partecipanti

Il gradino più alto delle corse a tappe di questi primi anni ‘10 sembra essere una materia di discussione piuttosto noiosa. Parlare di grandi giri in questo momento è parlare di Alberto Contador, che finora non ne ha sbagliato uno, e arriva da quella che è stata probabilmente la prova più esaltante di tutta la sua carriera. Un giro d’Italia corso da protagonista e padrone, vissuto, rivoltato come un calzino, animato quando c’era da animare, addormentato quando c’era da stare tranquilli. Alberto si presenta alla partenza del tour per l’ennesima volta da primo favorito, e già dalla primissima tappa (quest’anno in linea, con finale nervosissimo che farà fuori un bel po’ di velocisti) potrà mostrarci chi comanda. Sarà protagonista lungo tutto il tragitto, fino alla lunga crono della penultima tappa. Noi però aspettiamo la sua firma nella tappa regina di questo Tour: quella 18a con arrivo al Galibier, dove potrebbe ancora di più contribuire a tratteggiare quella che ormai sta smettendo di essere storia e si sta sempre più tramutando in leggenda.

Andy Schleck e Ivan Basso sono i primi indiziati per gli altri gradini del podio. Il secondo in particolare è chiamato a mostrarci le sue abilità in salita, dopo lo splendido ma ormai lontano giro 2010. Ci auguriamo che il trittico (diciamo due tappe e una figura) pirenaico tra la 12a e la 15a tappa gli ricordi i fasti della prima metà dello scorso decennio, quando accompagnava, ultimo a stancarsi, Armstrong nelle sue progressioni verso le vette. Del più piccolo dei fratelli Schleck si è già scritto tantissimo. Noi ci limitiamo ad osservare il suo immenso talento, la sua eleganza in bicicletta e la sua dedizione alla causa famigliare. Andy sembra quasi più contento quando vince suo fratello Frank, qui chiamato a vincere almeno una tappa: potrebbe essere la 17a, con arrivo a Pinerolo, o la 19a sull’Alpe d’Huez. Quest’anno però Andy potrebbe spingere ancora di più sull’acceleratore, e magari cercare di seguire una tattica più spregiudicata, se non scriteriata. Potrebbe dire la sua all’arrivo a Luz Ardiden, nella 12a tappa, e magari impostare di conseguenza la seconda parte del tour.

Chi invece a mio avviso porterà a termine una grande prova è Cadel Evans: qualsiasi risultato andrà bene, per l’australiano. La maglia gialla inseguita per una intera carriera anche stavolta sembra essere un sogno di difficile realizzazione. Ci aspettiamo però la sua solita condotta di gara: grintosa, battagliera, coi denti stretti e lo sguardo fisso verso i Campi Elisi. Potrebbe essere il terzo incomodo tra Andy e Ivan.

Gli altri interessati alla classifica si dividono in due categorie: i ragionieri e Vinokourov. Spendere più di due righe per i vari ragionieri potrebbe essere già troppo: li conosciamo già tutti. Kloden, Leipheimer, Kreuziger (con l’attenuante della maglia bianca), Horner, Wiggins, e tutti quegli altri che tenteranno di stare attaccati al gruppo dei migliori quando la strada sale, magari rientrando nella top 10 con una fuga. Vinokourov invece già ce lo immaginiamo, nella sua sovietica postura, pronto a mostrare tutto il suo carnascialesco talento nello sparigliare, scattare inutilmente, tentare fughe improbabili e magari andare a vincere tappe insensate (per esempio la nervosa 8a) duellando con avversari che dovrebbero invece “sentirlo e non sentirlo”.

I cacciatori di tappe, infatti, si potranno esercitare nelle già citate 1a e 8a, nelle indecifrabili e dentellate 9a e 10a, potranno misurarsi con il solito tributo a Pau nella 13a, e sfogarsi nel preludio alle Alpi della 16a. Il nome più importante è Philippe Gilbert. Faro delle corse in linea degli ultimi anni, vorrà lasciare la sua firma anche nella Boucle, magari (e sarebbe la ciliegina), tentando l’assalto alla maglia gialla nella prima tappa, dove si dovrà difendere però anche dagli assalti di Cancellara (che però prenota per la classica crono del penultimo giorno) e Samuel Sanchez, se la sua anima più combattiva prevarrà su quella calcolatrice. Lo aspettiamo con ansia anche nel filotto dalla 4a alla 6a: tre tappe tecnicissime, che sembrano disegnate per gli amanti delle classiche. In questo contesto, spazio anche per il nostro Damiano Cunego, che dopo aver perso per quattro secondi il giro di Svizzera tenterà l’assalto almeno ad una tappa (magari la 16a, con arrivo in picchiata verso Gap, magari al termine di una fuga, o sull’Alpe d’Huez, con un chilometraggio favorevole). Con loro anche il campione del mondo Thor Hushovd, che difficilmente evita di portare a casa almeno una tappa. Altri più o meno accreditati saranno Boasson Hagen, se riuscirà a ritrovare la forma che gli permise di essere protagonista al giro di qualche anno fa e Luis Leon Sanchez.

Il resto è velocità e fughe da lontano. Le bandiere che sventoleranno dovrebbero essere rispettivamente quella del regno unito e quella francese.

Cavendish, che difende l’union jack dall’isola di Man, occupa idealmente una terza nicchia, quella della volate, accanto a quella di Contador per le corse a tappe e Gilbert per quelle in linea. Il velocista dovrà difendersi da una schiera di biciclette che tenteranno di alzare le braccia davanti al lui negli arrivi (probabilmente) delle tappe 3a, 5a, 7a, 11a, 15a e naturalmente 21a. Gli avversari più insidiosi saranno l’eterno Petacchi, Tom Boonen, Tyler Farrar, Andrè Greipel e Matthew Goss.

Infilarsi in una fuga al tour è un mestiere difficilissimo: Voeckler e Moncoutiè ci hanno costruito sopra due belle carriere. Altri nomi potrebbero essere Popovych (ahilui), Chavanel, Casar, Kyrienka, insieme ai tanti che, trovato il pertugio giusto, stringeranno i denti e aguzzeranno l’ingegno per mettere la loro ruota davanti a quella di chi fino ad un attimo prima è stato amico e compagno di centinaia di chilometri. Le tappe più indicate saranno soprattutto la 9a e la 10a.

I pronostici nel ciclismo sono un esercizio inutile. Basta un chiodo, una buca, una salsa andata a male nella cena della sera precedente per compromettere mesi di preparazione. Inutile e noioso (come spiegato in precedenza) discutere della maglia gialla. Ci si aspetta però grandi prove da Cunego e Cancellara. Per gli outsider italiani un nome secco: Daniel Oss. Perché correre un grande Tour de France non vuol dire solo ed esclusivamente vincerlo.


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Una Risposta to “Tour de france 2011 – Percorso e partecipanti”

  1. rain boots for kids Says:

    rain boots for kids

    Tour de france 2011 – Percorso e partecipanti | Al futuro

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