Tour de France 2011 – Tappa 4 – Lorient – Mûr-de-Bretagne

Che fine ha fatto il treno HTC? A cosa stava pensando Basso quando si è staccato su un – pur spettacolare, ventoso, epico – cavalcavia? Ci sarà qualcuno in grado di insidiare Gilbert su un arrivo come quello di oggi?

Ieri sostanzialmente tappa innocua, che ha visto uno splendido Farrar, trainato dalla maglia gialla-iridata, esultare nel suo quattro luglio e ricordare il compianto amico Weylandt. La Garmin si conferma squadrone affiatato e puntuale. Sbaraglia tutta la concorrenza, compreso l’organizzatissimo treno degli HTC e guida il suo velocista ad una bellissima vittoria su un Feillu in gran spolvero. Cavendish si deve accontentare di un quinto posto che dovrà essere migliorato al più presto. Il nostro Petacchi alla fine rinuncia a volare: piazzato discretamente negli ultimi km perde la ruota giusta e conserva la gamba. Discreto il lavoro dei Liquigas per Sabatini (ma Oss non me la racconta giusta), coinvolti però nel caos generale all’ultima semicurva (caduta di Dumoulin).

Il GPM di giornata era uno spettacolare ponte. Detta così sembra una barzelletta, per quelli che dovranno scalare l’Alpe d’Huez. Eppure, complice il vento e la tensione esplosiva delle prime tappe, il nostro Ivan Basso rimane attardato nel ventaglio che spezza il gruppo. Vogliamo sperare si sia trattato di distrazione, che sia stato un gioco e non un fuoco. Vogliamo solamente ricordare che anni fa la allora sua CSC in ventagli come questi faceva fuori avversari per il podio: l’anno era il 2004, l’avversario era Iban Mayo, la tappa arrivava a Wasquehal. Oggi, fortunatamente per Ivan, né la BMC di Cadel Evans, né la Leopard dei fratelli Schleck (e di Cancellara!) approfittano della situazione, e a Ivan non resta altro che accodarsi nel primo gruppo, e tirare un sospiro di sollievo.

Tour de France 2011 - Tappa 4 - Lorient - Mûr-de-Bretagne

Tour de France 2011 - Tappa 4 - Lorient - Mûr-de-Bretagne - fonte: letour.fr

Tappe come quella di oggi fanno la bellezza di un grande giro. Mi piace ricordare quel bellissimo arrivo a Gemona, al giro d’Italia 2006, vinto da uno Stefan Schumacher al culmine della sua tecnica e versatilità, come esempio di tappa adatta alla battaglia di cacciatori purosangue. Quest’oggi aspettiamo tutti quello che da un po’ di tempo cannibalizza molte corse in linea. Per dare un’idea della forza di Gilbert secondo me basta affiancare allo straordinario filotto al trittico delle Ardenne il nono posto al Fiandre e il terzo alla Sanremo. Un corridore capace di lasciare il segno in tutte le tipologie di classiche di primavera, che l’anno scorso ha vinto (ed era il secondo anno consecutivo) il Lombardia, insieme al Piemonte e alla Parigi-Tours. Lui stesso ha dichiarato “In arrivi del genere l’unico che mi può battere è Peter Sagan, ma non è al Tour“. Lo aspettiamo anche oggi, per una nuova prova di forza. Speriamo (e crediamo) di poterci divertire vedendolo lottare, oggi, con Vinokourov in primis (un altro che di Liegi ne ha vinte due), con un Cancellara che starà scalpitando per vincere una tappa (e magari prendersi la maglia gialla) e tanti altri che scatteranno negli ultimi chilometri, fatti di due balze. Il punto più difficile è dai meno due alla flamme rouge. Con 170 km alle spalle le gambe saranno durissime, e ne risentirà anche la testa.

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