Tour de France 2011 – 12a tappa: Cugnaux – Luz-Ardiden

Finalmente i Pirenei. E proprio nel giorno della festa nazionale francese.

Tappa 12: Cugnaux - Luz Ardiden. fonte: letour.fr

Tappa 12: Cugnaux - Luz Ardiden. fonte: letour.fr

Con un profilo così, questa tappa non può fare altro che richiamare alla mente quel mattocchio di Richard Virenque, che ha trovato un suo degno erede nell’attuale maglia gialla Thomas Voeckler. Difficilmente oggi riuscirà a mantenerla, T-Blanc. Me lo immagino magari ai piedi del Tourmalet, a denti stretti, col suo profilo alsaziano che scruta l’orizzonte e le sue gambe che cominciano a cigolare. Un compagno di strada che magari gli dice: “T, allora molliamo la gialla” e lui che gli risponde sornione: “Caro mio, io la gialla ce l’ho in testa”.

Gialla che probabilmente passerà sulle spalle di uno a scelta tra Evans (molto probabile), Andy Schleck e Ivan Basso. Proprio il nostro Ivan avrebbe dovuto cerchiare col pennarello rosso questo giorno, più che altro per rinverdire i fasti di quella prima metà degli anni ’00, quando accompagnava le roi américaine su e giù lungo i tapponi, ultimo a mollare la presa. Oggi Basso ha la possibilità di dimostrare se questo tour vuole vincerlo, oppure se si accontenterà di stare in mezzo ai ragionieri che alla fine tireranno le somme e si ritroveranno, probabilmente, a conteggiare sulle dita di una o due mani i minuti accumulati da Contador.

Proprio Contador in questi giorni è stato al centro di indiscrezioni, voci, possibili ritiri. Davide Cassani in cronaca ha giustamente chiosato: “Se stesse male veramente, non lo saprebbe nessuno”. Questo sbandierare ai quattro venti la presunta indisposizione del fenomeno madrileno sa molto di pretattica e di mani avanti. Più probabile che quelle che metterà davanti oggi il buon Alberto da Pinto saranno le ruote della sua bicicletta, in una probabile progressione ad alta frequenza di pedalate, verso l’arrivo a Luz-Ardiden, cercando di ricalcare in maniera quasi pedissequa gli eventi di una giornata particolarissima  per chi lo ha preceduto, solo pochi anni fa.

Il resto? Spiccioli. La prima parte del tour è finita: non ce ne vogliano campioni come Hushovd e Gilbert, o gli altri vincitori come Cavendish e Boasson Hagen, ma da oggi si lascia spazio ai big.

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