Posts Tagged ‘music’

Facciamo Altro – un tributo a “Candore” degli Altro

17 luglio, 2012

Gli Altro sono uno tra i gruppi fondamentali per la musica italiana degli ultimi quindici anni. I loro dischi sono degli insiemi di brevissime comunicazioni di episodi. Eliminando via via tutti gli elementi superflui, le loro furiose canzoni diventano la trasposizione in musica di istanti carichi di emozioni.

Facciamo altro è un disco di cover dell’album “Candore” organizzato da “La Barberia

La copertina (da Rockit)

  1. I garzoni – Documento 1 – qualche suono / canto sussurato in sottofondo sotto un parlato. Senza senso.
  2. Capra – Documento 1 – distorsioni e suoni sconnessi, canto singhiozzante lontanissimo. Senza senso.
  3. Calorifero – Troppo Presto – suoni lontanissimi in sottofondo, uno che canta svogliatamente in garage. Senza senso.
  4. Amor Fou – Fratta – il riff di piano crea una atmosfera sinistra, la voce anche qui proveniente da non si sa dove. discrete distorsioni di quando in quando. Appena sufficiente.
  5. Ed – Ripresa – suonata (a quanto sento) con strumenti elettrici non amplificati. Atmosfera scarna, voce finalmente un po’ convinta, bella comparsata di un organo dissonante. Discreta.
  6. Cosmetic – Basta – una cover come l’avrebbero suonata i primissimi blonde redhead. Splendida.
  7. Modotti – Capitale – Riletta in chiave brit-pop sporco / psichedelia distorta. Voce strillata a raffica ma convincente. Bella coda strumentale. Sufficiente.
  8. Karibean – Pitagora – Bellissima l’interpretazione in chiave psichedelica / melodica dell’introduzione. Bella anche la rilettura “convenzionale” della strofa. Riescono nell’esperimento di farci vedere come sarebbero stati gli Altro se avessero scelto di essere un normale gruppo punk – indie. Molto buona.
  9. His Clancyness – Pitagora – L’idea è buona: dilatare le atmosfere, utilizzare bella schitarrata, inserire tappeti melodici in sottofondo, cantare in maniera chiara e scandita. Il risultato alla fine è un po’ troppo dispersivo ma non sgradevole. Buona.
  10. Be Forest – Persa – Citano un po’ i classici Jesus and Mary Chain, un po’ Chris Isaak, la gelida voce femminile (uno dei marchi di fabbrica dei nostri) fa il resto. Scarna l’atmosfera della prima parte; fluida, nauseabonda, squilibrata quella della seconda. Nel complesso buona.
  11. Wolther Goes Stranger – Costanza – non poteva mancare la cover synth-pop / elettronica psichedelica. Suoni gradevoli, voce svogliata. Sufficiente.

In generale: è difficile rileggere il prodotto (…) di un gruppo pressoché unico nel proprio genere. Non ho capito se cantare con voci non troppo convinte, piene di effetti e lasciate in lontananza fosse una scelta premeditata (magari una interpretazione del titolo “facciamo altro”): in ogni caso secondo me non è stata molto riuscita. L’estrema intensità del disco originale viene conservata solo in pochissimi episodi (davvero memorabile quello dei Cosmetic). Per il resto i più bravi ci hanno mostrato come le idee degli Altro richiedano estrema concisione, ermeticità e furia sonora: se elaborate e poi riprodotte in una convenzionale forma canzone diventano, pur se gradevoli, scialbe canzonette buone per uno share e nulla più.

Annunci