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STAGE 5 – Carhaix – Cap Fréhel

6 luglio, 2011

Ieri grandissimo finale di tappa con alcuni big a contendersi la vittoria. Gilbert fa il grillo, ma anche con una condotta meno generosa difficilmente avrebbe messo la sua ruota davanti a quella di Evans e Contador. Lo spagnolo per l’ennesima volta mostra agli scettici chi è il vero fenomeno. Certo, si potrebbe scrivere che il suo è stato uno scatto di nervosismo, oppure recitare il classico adagio “lo ha fatto più per dimostrare a se stesso” eccetera. Ma, così come al giro d’Italia Contador sul primo dentello piazzò una zampata che destò non poco scalpore e ispirò il vaniloquio di migliaia di tastiere, è probabile che anche qui al tour questa dimostrazione di forza e autorità non sia né un segnale, né “messa a tacere”, bensì semplicemente azione pura di uno che quando la strada sale è il più forte.

Esistono tanti tipi di tifosi di ciclismo: l’innamorato del secondo, il monotematico, il nostalgico, quello che “la squadra”, quello che “le radioline”, e innumerevoli altri, forse uno per ogni tifoso. Contador difficilmente riesce a scaldare alcuni animi, forse perché l’estrema mobilità della sua dinoccolata andatura in salita, la frequenza di pedalata altissima, l’apparente facilità delle sue azioni, i suoi tratti che non sembrano contrarsi se non in una specie di ghigno che permette ai suoi denti bianchi risaltare sulla pelle scura, formano un insieme che coinvolge meno di altri. Chiedete ad esempio di Evans: in tanti, più che la sua splendida azione che gli permise di vestire la maglia iridata a Mendrisio, ricorderanno la sua tragica crisi al giro d’Italia 2002, verso Folgaria. La compassione per quell’allora giovane scalatore che veniva vinto dalle pendenze, dura fino a oggi, nove anni dopo, quando l’australiano si è cresciuto in un atleta scaltro e vincente, capace di vincere con un colpo di reni, e le mani basse sul manubrio, sulla prima salita del Tour de France. Lo stesso Tour de France, tra il resto, che privo degli abbuoni non permette al ciclista che ha dimostrato di più in queste prime tappe di vestire la maglia gialla.

Oggi tappa di trasferimento. Probabile bagarre negli ultimi km, per il nervosismo del percorso, tra zampellotti e insidie varie. Tuttavia difficilmente i velocisti si faranno scappare questa occasione per duellare in volata. Aspettiamo Cavendish, ma lo stesso Hushovd (nella top 10 ieri) potrebbe dire la sua in un finale molto adatto a lui.

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